Un po' (ma solo un po') di rassegna stampa de "La casta della monnezza".
C'è anche Playboy...
http://www.newtoncompton.com/upload/fileslibri/Corriere_del_mezzogiorno.it_3_giugno_2009.pdf
http://www.newtoncompton.com/upload/fileslibri/La_Repubblica_ed._Napoli_27_giugno_2009.pdf
http://www.newtoncompton.com/upload/fileslibri/Playboy_agosto_2009.pdf
NAPOLI - L’undicesima sezione penale del tribunale di Napoli, giudice Carlo Spagna, ha condannato Luigi Giuliano e sua moglie Carmela De Rosa (genitori di Salvatore Giuliano, condannato come l’autore dell’omicidio di Annalisa Durante), rispettivamente a 2 anni e 6 mesi di reclusione e 2 anni e 2 mesi, e al risarcimento del danno a favore delle parti civili: il cronista Arnaldo Capezzuto e l’Ordine dei giornalisti della Campania, rappresentato in aula dal presidente Ottavio Lucarelli, alle somme rispettivamente di 10mila euro e di 25mila euro. Condanna che supera le richieste del pm Giulio de Simone.
Giuliano e De Rosa sono stati condannati per il reato di violenza privata esercitata nei confronti del giornalista Capezzuto, consistito nell’averlo minacciato in più occasioni per il contenuto degli articoli scritti sul quotidiano «Napolipiù» relativi al processo per l’omicidio di Annalisa Durante, tra maggio e novembre 2005. Il tribunale ha inoltre condannato Guglielmo Giuliano a 1 anno e 6 mesi , Salvatore Turino e Gilda D’Angelo rispettivamente a 1 anno di reclusione per minacce aggravate nei confronti di don Luigi Merola, all’epoca dei fatti parroco di San Giorgio Maggiore a Forcella.
Capezzuto era assistito dall’avvocato Cesare Amodio e l’Ordine dei giornalisti della Campania dagli avvocati Francesco Caia e Giuseppe Vitiello rispettivamente presidente e consigliere delegato per il settore penale dell’ordine degli avvocati di Napoli. «Questa sentenza dimostra che le minacce, chiunque le riceva, vanno sempre denunciate, anche in questa città e soprattutto per chi esercita questa professione di giornalista nell’area napoletana», ha detto il cronista Capezzuto. Soddisfatto anche il presidente Lucarelli che ha aggiunto: «La sentenza va a tutela dell’intera categoria, soprattutto in un’area di frontiera per l’informazione come la Campania. Ringrazio gli avvocati Caia e Vitiello e l’ordine forense che ci ha affiancato». «La presenza e l’impegno dell’Ordine dei giornalisti, anche attraverso il presidente, ha visto nella sentenza la riconferma che la libera informazione non può e non deve essere in alcun modo condizionata e che ogni tentativo di reprimerla viene inevitabilmente sanzionato dalla giustizia», ha sottolineato l’avvocato Vitiello. «Il coraggio civile dimostrato dal giornalista Capezzuto ha trovato il giusto riconoscimento nella pronuncia del giudice – ha detto l’avvocato Amodio – ed è significativa la pena accessoria che il giudice Spagna ha voluto comminare con la pubblicazione della sentenza per estratto sui principali quotidiani cittadini (Mattino, Repubblica e Corriere del Mezzogiorno) e in maniera integrale sul sito on line Iustitia.it». Le parti civili, attraverso i loro difensori, hanno anticipato che proporranno la devoluzione delle somme liquidate a titolo di risarcimento anche a favore del rione Forcella.